Sei uno sportivo che utilizza gli alibi per giustificare i propri errori?

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Febbraio 23, 2018

Sei uno sportivo che utilizza gli alibi per giustificare i propri errori?

Avete mai visto il video di Abraham J. Twerski in cui racconta come l’aragosta riesca a crescere, sebbene viva all’interno di un guscio rigido? Per farlo deve perdere il guscio vecchio, restando senza difesa per il tempo necessario a formarne uno nuovo. Questo è il periodo in cui è esposta ai pericoli maggiori, ma è l’unico modo per riuscire a crescere. Una frase del video che mi ha colpito di più è che “lo stimolo che permette all’aragosta di crescere nasce da una sensazione di disagio”. La ritengo una bellissima metafora per descrivere come a volte nello sport, ma anche nella vita, sia necessario vivere dei momenti difficili per migliorare se stessi, le proprie performance.

Se vogliamo cambiare veramente e diventare più consapevoli delle nostre abilità è necessario liberarci dal nostro vecchio guscio. E’ un processo difficile e stressante perché vuole dire lasciare la strada certa per quella incerta e mettere in discussione le nostre convinzioni, le nostre abitudini, i nostri comportamenti. Per fare tutto ciò ci vuole molto coraggio e dobbiamo essere realmente motivati a farlo perché in diversi casi dobbiamo cambiare le nostre certezze. Solo coloro che credono in se stessi, che lasciano andare i pensieri razionali depotenzianti, che danno maggiore spazio alle emozioni positive, alle loro passioni, hanno più possibilità di raggiungere i risultati che meritano. Vivere con più leggerezza ed ascoltando di più la parte di noi che ci conosce meglio di chiunque altro è un modo per focalizzarci su ciò che conta di più nella nostra vita.

Quanti sono gli atleti che a parole dicono di voler cambiare qualche cosa nella loro vita, ma non fanno niente di nuovo per diventare più bravi? C’è una frase di Albert Einstein che mi piace molto e che dice: “la follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”. Come possono fare gli sportivi che hanno raggiunto dei buoni livelli di performance a trovare delle soluzioni efficaci per migliorare le loro prestazioni nonostante si trovino in un momento di stallo? Un metodo efficace che possono adottare per cominciare a cambiare in meglio la loro situazione attuale è di smettere di dare la responsabilità di quello che gli succede o di quello che non gli succede, agli eventi esterni, alle cosiddette “interferenze esterne”. I grandi campioni non trovano degli alibi nel caso in cui fanno degli errori o non riescono a riprodurre delle prestazioni sportive positive, perché sanno che i risultati che ottengono dipendono da loro e solo da loro. Non è colpa dell’arbitro, del compagno che gli ha passato male la palla, delle condizioni meteo avverse, dell’allenatore che li ha sostituiti o che non li ha fatti entrare in campo, delle condizioni del campo da gioco o da chissà quale altra condizione difficile. I campioni dimostrano la loro forza nelle situazioni complicate dove gli altri non riescono a dare il meglio di loro. Sanno che per migliorare è necessario prendersi dei rischi facendo cose nuove, mettendosi alla prova costantemente, vivendo la loro esperienza sportiva costantemente con passione e mantenendo viva la loro voglia di divertirsi con lo sport che praticano.

Gli sportivi che raggiungono dei risultati straordinari devono avere anche delle ottime abilità tecniche e fisiche, ma quanti sono gli atleti che allenano quotidianamente anche la parte mentale, il loro dialogo interno, la loro parte emozionale? Cosa ne pensi? Hai vissuto personalmente queste situazioni nella tua esperienza sportiva o le stai vivendo in questo momento?
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